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Cultural Celebration Day!

Che dire, il nome dice tutto: è stata una giornata all’insegna della multiculturalità: a partire da una colazione e da un pranzo a base dei piatti tipici dei differenti Paesi di provenienza, che ogni reparto ha preparato e ha condiviso con l’intero sottocampo, fino alle attività, ai balli e ai canti che hanno contrassegnato il nostro pomeriggio multietnico.
Colpisce vedere la lunga processione di ragazzi e capi davanti alla nostra tenda per assaggiare un piatto di pasta e rimanere estasiati dopo; l’impegno che ognuno ci mette per accogliere al meglio possibile gli altri e gli sforzi e l’inventiva per trasmettere un pezzetto delle proprie tradizioni.
Nel campo dei giapponesi, per esempio, i ragazzi provano a insegnare con tenacia a fare complicati origami o impugnare correttamente delle bacchette per raccogliere dei ceci; dagli svedesi, invece, si può partecipare ai balli tipici e dagli inglesi bere del tè bollente, che tutti vogliono assaggiare nonostante il caldo.
In ogni luogo, inoltre, si possono scambiare due chiacchiere con gli altri, per imparare qualcosa (come dire “ciao” in svedese) o solamente a sentire un’opinione di un estraneo.
Insomma, l’importante è stato condividere qualcosa: un momento, un pasto, una conversazione o una danza con qualcuno diverso da noi.


Elena Guerra, Reparto “Ponte Gobbo”

Parola d’ordine del giorno? Scoperta!

Il Reparto Ponte Umbertino ha collezionato una nuova avventura da custodire: un tuffo nel passato al Mount Jack.
Stamattina la nebbia si è diramata tra le tende, dandoci il suo gelido risveglio alle 6.00. Un paio di ore dopo eravamo tutti già pronti a partire, curiosi di ciò che avremmo incontrato lungo il sentiero.
Attraversando ponti, percorrendo ripide salite e abbandonando ogni controllo delle nostre gambe per circa 3 ore, siamo giunti alla meta, nonostante ormai credessimo fosse un’utopia.
L’espressione di stupore ha subito invaso i nostri volti, immersi ormai in un mondo appartenente al passato dell’America, a cui anche noi abbiamo preso parte ricostruendo la vita di un tempo al “Frontier Village”: lancio del coltello e dell’ascia, i vari usi del carbone ardente, l’affascinante lavoro artigianale, lo sparo con i fucili e la visita ai teepee sono state le nostre occupazioni principali.
Fatta una pausa pranzo tra i verdi prati, abbiamo passato il resto della giornata all’insegna dello sport, giocando partite interculturali a calcio, scoprendo il golf e stringendo nuove amicizie sotto i tendoni.
Poco dopo, alle 15.30, ci riamo rimessi in marcia per il ritorno, che si è rivelato più breve dell’andata, ma comunque duro, data la stanchezza della giornata. Finalmente arrivati al cuore del Summit Bechtel Reserve la notizia bomba del giorno è arrivata: stasera pizza alla Food House italiana!
Giusto per ricaricarci per il Talent show di stasera al sottocampo F.

Francesca Puglisi – Reparto “Ponte Umbertino”

Un tuffo dove l’acqua è più blu

Era mattina. E faceva freddo. Fissavo inespressiva la mia tazza, mentre il mio cervello cercava insistentemente di svegliarmi. Davanti a me una mia compagna cercava di attirare la mia attenzione: -Deborah, torna tra noi – esclamò, e finalmente riuscii a concentrarmi su quello di cui stava parlando la mia squadriglia. – Oggi facciamo qualche gioco acquatico! Il caldo dovrebbe arrivare tra poche ore, per allora noi saremo al fresco!
Di fresco ne avevo già ricevuto parecchio quella notte, ma non dissi nulla; tutte le attività acquatiche erano così invitanti, e sapevo che avevano ragione: tempo pochi minuti e non avrei più avuto bisogno della felpa.
Quindi ci incamminammo verso la nostra metà, “Scuba”. Il tempo di attraversare due sottocampi e ci trovammo davanti a tre o quattro piscine, nelle quali si immergevano con l’attrezzatura da sub almeno una ventina di ragazzi alla volta. I riflessi del sole sulle bombole argentate le facevano sembrare tante pinne di squali alla ricerca di una preda.
Ok, lo ammetto, lo snorkeling è la mia passione; un’immersione non può essere noiosa. Ogni volta è diversa e stupefacente. La possibilità di osservare un mondo del quale tu non sei parte, magari anche per pochi attimi, che ti avvolge in un abbraccio tutt’intorno a te.
Ovviamente, con la maschera e il boccaglio puoi osservare tutto da lontano, o al massimo immergerti per poco tempo e poco distante. Ma da sub… è sempre stata una cosa che volevo provare, e il fatto che fosse solo in una piscina non mi avrebbe scoraggiata. Quindi ci presentammo all’entrata, ci mettemmo il costume e iniziammo la fila.
Intorno a noi c’erano altri ragazzi, eccitati come noi, che cantavano e chiacchieravano senza sosta. – Have you ever done it before? – (l’avete mai provato prima?) Ci chiese una ragazza, sorridendo. Scuotemmo la testa, ricambiando il sorriso. L’attesa fu breve, e coi ritrovammo di fronte alle docce, subito prima della piscina.
– Secondo voi è calda?- domandò speranzosa una mia compagna. – No – rispose un’altra, – certo che no – si intromise un’altra ancora.
– Dai ragazze, non è così male – dissi, cercando di sembrare positiva: – Magari basta solo darci una sciacquatina leggera, non serve essere bagnate davvero – neanche il tempo di finire la frase che la ragazza all’ingresso scosse la testa e ridacchiando ci ordinò di rimanere sotto il getto. Chiudemmo gli occhi e riaprimmo il rubinetto. Una volta inzuppate per bene raggiungemmo la piscina. Lì un simpatico istruttore ci aiutò a indossare la giacca con le bombole e a inserire il boccaglio. E poi giù sott’acqua.
I pochi suoni che ci raggiungevano erano le voci ovattate degli istruttori che spiegavano ai nuovi arrivati le istruzioni base, e le grida e risate dei ragazzi tutt’intorno alle piscine.
Il sole si infrangeva sulle piccole onde create dai nostri movimenti e filtrava attraverso l’acqua, raggiungendo il fondo attraverso nastri dorati che risplendevano intorno a me. Salivo e scendevo senza sosta, mi spostavo sul fondo e guardavo verso l’alto, e mi sembrava di osservare il cielo azzurro attraverso due lenti trasparenti ma increspate. Nelle vicinanze vedevo anche gli altri ragazzi che erano entrati insieme a me; i capi avevano lasciato sul fondo dei piccoli razzi di gomma che se tirati sott’acqua “volavano” per una breve distanza. Ogni tanto ci fermavamo e facevamo qualche tiro, per poi ritornare a esplorare il bordo della vasca. Senza neanche rendercene conto i 20 minuti scaddero, e avvolte nell’asciugamano salutammo.

Deborah Ferrari, Ponte di Fermignano

Global Development Village (GDV), il villaggio dello sviluppo globale: una delle esperienze più ricche e partecipate dell’intero Jamboree. Passeggiando lungo i lunghi viali, numerosi stand e decine di persone interessate a compiere esperienze, le più variegate possibile, così da conoscere usi, tradizioni, curiosità di altri Paesi del mondo e realtà associative.
Abbiamo fatto visita al laboratorio “Italian Inside” che ha come obiettivo quello di diffondere la buona cucina, il cibo sano e delle amicizie che si possono creare lavorando insieme preparando la pasta. I partecipanti imparano infatti a fare la pasta partendo dallo studio degli ingredienti per poi passare all’impasto con le diverse tecniche ed abilità e infine portano il risultato del loro lavoro presso le loro tende così da poterlo cucinare e gustare con gli altri partecipanti al Jamboree. Da un lato si è quindi in grado di conoscere la tradizione culinaria italiana e dall’altro di viverla in una dimensione pratica e concreta.
Sempre al GDV si tiene un laboratorio in collaborazione con la Città della Scienza che ha lo scopo di far apprendere le basi della fabbricazione digitale e sperimentarne l’applicazione in oggetti di uso quotidiano così come ad esempio la costruzione di una sedia mediante una serie di pezzi di legno.
Abbiamo chiesto a Fausta, del CMT italiano ed animatrice instancabile del GDV, cosa pensasse di questo momento e ci ha raccontato di “una occasione unica di incontro e scambio in cui i ragazzi possono conoscere un po’ della cultura italiana. Lo dimostra la risposta positiva che ci lasciano tutti i partecipanti che passano dai nostri stand al GDV”.

Un’altra bella pagina di Italia qui al 24° World Scout Jamboree!


Francesco Scoppola

Comincia il Jamboree americano!

Emozioni, colori, incontro, festa, musica: queste e tante altre potrebbero essere le parole che raccontano l’inizio ufficiale del Jamboree 2019.

Una cerimonia, quella di inaugurazione, tenutasi in un clima di festa, con 45 mila scout che nell’arena centrale hanno dato il via a questa unica esperienza. 

Dopo il saluto di Craig Turpie, chairman di WOSM, si sono susseguiti sul palco una serie di momenti alcuni più istituzionali, come la recita della promessa ed appunto, i saluti ufficiali per poi passare al concerto dei Recycled Percussion gruppo musicale che aveva come particolarità quello di suonare con strumenti riciclati o con oggetti di uso comune come ad esempio una scala a pioli. La perplessità iniziale ha lasciato immediatamente spazio ad una serie di balli scatenati e contagiosi che hanno coinvolto tutti i partecipanti mentre piano piano la sera scendeva e rendeva l’atmosfera unica ed irripetibile.

Classica la cerimonia delle bandiere, con i portatori delle bandiere di tutte le nazioni che si sono alternati in una lunga passerella e poi sul palco in un tripudio di sventolio che rappresenta non solo l’incontro tra nazioni, ma la potenza vera del Jamboree, “marmellata” di persone, Paesi e storie.

Ma è la conclusione il vero pezzo forte della serata con uno spettacolo di droni i quali grazie a una serie di movimenti coordinati hanno animato e rappresentato varie immagini e figure, dal giglio scout al logo del Jamboree passando per l’orso, mascotte dell’evento, ed arrivando al saluto scout. Un momento toccante, mai vissuto prima in nessuna altra cerimonia e che ha stupefatto l’intero Jamboree.

Adesso si entra nel vivo del campo con le varie attività, con i momenti di incontro, con le altre cerimonie. Si parte alla grande perché da oggi si parte per sbloccare il nuovo mondo.

Francesco Scoppola

Sblocchiamo un nuovo mondo! Al via il 24esimo Jamboree, l’incontro mondiale degli scout.

Roma, 19 luglio 2019

Si svolgerà negli Stati Uniti il 24° World Scout Jamboree.

Si celebrerà così, dal 22 luglio al 2 agosto prossimi, l’esperienza internazionale degli scout per antonomasia: una “marmellata”, così nasce la parola Jamboree, di oltre 45.000 persone provenienti da tutto il mondo.

Il 15 luglio una rappresentanza del contingente è stata ricevuta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto sottolineare il valore educativo ed universale di un’attività incentrata sull’incontro e sull’accoglienza: “quella che farete sarà un’esperienza di grande fascino, di grande coinvolgimento, ma è un messaggio che lanciate anche all’intera comunità umana”.

I NUMERI  – La presenza italiana sarà ampia e rappresentativa: oltre 1.200 scout, ragazzi e ragazze tra i 15 e i 17 anni che avranno la possibilità, unica nel suo genere, di poter incontrare coetanei provenienti da oltre 130 paesi. Attesi, inoltre, più di 20.000 visitatori da tutto il mondo e circa 2.000 ospiti speciali.

IL TEMA DELL’INCONTRO – In un mondo che sta tentando di costruire barriere, lo scautismo vuole costruire ponti. E nel logo italiano simbolo di questa esperienza, viene rappresentato proprio un ponte significativo per gli scout: il ponte di Leonardo, proiettato dall’alto. L’incontro in America sarà centrato sul tema “Unlock a New World”, sbloccare un nuovo mondo. Saper scorgere la bellezza che ognuno ha in sé e quella che nasce dall’incontro accogliente con l’altro, saper vivere la Terra responsabilmente, sono le sfide a cui ogni ragazzo è chiamato. Un mondo dove l’altro è una ricchezza e non una minaccia, fatto di persone uniche e irripetibili. Il Jamboree 2019, per la prima volta, è inoltre realizzato in collaborazione tra le organizzazioni scout di tre diversi stati: il grande raduno ospitato dagli Stati Uniti è stato curato infatti dalle organizzazioni scout statunitensi, canadesi e messicane.

DOVE – Charleston, capitale della West Virginia, ha 48 mila abitanti. Si comprende, dunque, che significato abbia un campo scout di questa dimensione: è come una seconda capitale! La Bechtel Reserve è una tenuta di circa 42 km quadrati. Il territorio comprende quattro laghi con un’isoletta chiamata Brownsea, proprio come quella inglese che ospitò il primo campo scout della storia, nel 1907, sotto la guida di Sir Robert Baden-Powell.

La Federazione Italiana dello Scautismo (FIS) riunisce nello spirito della Legge e della Promessa scout l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI) e il Corpo Nazionale Giovani Esploratrici ed Esploratori Italiani (CNGEI). La FIS aderisce, per le proprie appartenenti femminili, alla Associazione Mondiale delle Guide e delle Esploratrici (AMGE) e, per i propri appartenenti maschili, all’Organizzazione Mondiale del Movimento scout (OMMS). Le Associazioni federate nella FIS si riconoscono in un impegno educativo comune nei confronti della gioventù italiana, pur conservando la propria piena autonomia.

Tutte le informazioni su
https://www.jamboree.it/2019/

Facebook World Scout Jamboree – Contingente Italiano FIS https://www.facebook.com/WSJ.Italian.Contingent/

Instagram wsjitalia https://www.instagram.com/wsjitalia/

L’ultima tappa

L“È fatta, ormai ci siamo quasi!”
Mancava solo un mese alla partenza quando ci siamo tutti riuniti per un ultimo incontro ad Ancona, il 29 giugno. Emozionati, durante il pomeriggio abbiamo rivisto insieme tutte le informazioni tecniche che dovevamo memorizzare per la vita di reparto e squadriglia al campo. La cucina, la spesa, il lavaggio… Non hanno più segreti per noi ormai!
La sera, dopo una lunga e allegra cena al sacco, i nostri capi ci hanno presentato una specie di gioco dell’oca; il tabellone era uno spazio di cortile davanti a noi, con un percorso tracciato da fogli di carta numerati. L’arrivo era costituito dai tre mondi che ci avevano accompagnato nelle precedenti uscite.

Si giocava per squadriglia e per muoversi si doveva tirare un grosso dado e rispondere alla domanda (sempre riguardante le informazioni spiegate quel pomeriggio) che ti veniva posta, relativa alla casella in cui finivi. Dopo che tutti fummo riusciti a raggiungere l’arrivo, i capi ci diedero il loro augurio per l’importante avventura che stavamo per intraprendere, rassicurandoci e spronandoci. Ci eravamo preparati per tutto l’anno, e nonostante ci fossero ancora delle cose da sistemare e qualche timore da superare, il nostro proposito sarebbe dovuto essere quello di divertirci, imparare e assorbire tutto quello che la nostra esperienza al jamboree ci avrebbe potuto dare.

In conclusione della serata, ci hanno lasciato del tempo per scrivere una lettera a noi stessi del futuro. Avevamo l’opportunità di mettere sulla carta un augurio, un progetto, un traguardo, un messaggio da rileggere una volta ritornati a casa, per magari scoprire i cambiamenti avvenuti in noi stessi grazie a questo grande viaggio.

La mattina dopo ci siamo diretti al Parco della Cittadella per prendere parte, un po’ come ospiti, un po’ come partecipanti, alla festa delle specialità di squadriglia.
Lì ci siamo divisi: chi di noi doveva esporre il suo lavoro per la specialità è andato a cercare la sua squadriglia, gli altri si sono spostati in una parte silenziosa del parco per provare i canti della messa, che si è tenuta dopo il pranzo fatto tutti insieme. Successivamente c’è stata la consegna delle bandierine, e le squadriglie orgogliose hanno tutte ricevuto il premio per i loro bei lavori.
Finita la cerimonia, ci siamo radunati in cerchio poco distanti dagli altri per darci il saluto finale. A quel punto anche i nostri capi hanno ricevuto ufficialmente il mandato di rappresentanti in West Virginia dagli incaricati regionali.
Dopodiché ci siamo dati appuntamento al 22 mattina, e siamo tornati a casa, felici e impazienti per la partenza ormai imminente.

CI SIAMO QUASI… 

E’ stata una grande impresa e ce l’abbiamo quasi fatta, il contingente AGESCI per l’European Jamboree 2020 in Polonia è quasi completato.   SE SEI UN EG O UN CAPO REPARTO O UN AE, CONTROLLA LA TUA MAIL, riceverai la comunicazione ufficiale di partecipazione con le indicazioni necessarie ai prossimi passaggi di preparazione per questo grande evento.   Come al solito la richiesta di partecipazione è stata più ampia dei posti disponibili, ma non disperate! Chi ha fatto richiesta di partecipazione, ma non è rientrato nei numeri del contingente, sarà inserito in una lista d’attesa da cui attingeremo in caso di necessità.   SE SEI UN RS O UN CAPO CLAN, TI CHIEDIAMO ANCORA UN ATTIMO DI PAZIENZA, A BREVE INVIEREMO COMUNICAZIONE ANCHE A VOI…    Ora non ci resta che cominciare a prepararci per questa grande avventura e nel frattempo augurare il buon viaggio a tutti gli esploratori e alle guide, ai rover e alle scolte e ai capi in partenza per il 24° World Scouting Jamboree in West Virginia (USA): buona caccia!   Buona strada!    Seguiteci per ogni aggiornamento sul sito e sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/eurojam2020it/